Effetto Larsen

Effetto Larsen

L’effetto Larsen (dal nome del fisico Søren Absalon Larsen che per primo ne scoprì il principio), detto anche feedback acustico, o più prosaicamente ritorno, è il tipico fischio stridente che si sviluppa quando i suoni emessi da un altoparlante, vengono captati con sufficiente “potenza di innesco” da un microfono e, da questo rimandati al medesimo altoparlante, in un circuito chiuso.

L’effetto si innesca quando il microfono è troppo vicino all’altoparlante a cui è collegato o il guadagno del sistema è troppo elevato; per questo il microfono capta il segnale emesso dall’altoparlante, a seconda delle condizioni dell’ambiente una frequenza va a sommarsi ed è in fase con il segnale che già è presente e quindi viene amplificata e riprodotta a sua volta con ampiezza via via crescente, idealmente illimitata, se non fosse che l’amplificatore a un certo punto va in overdrive.

Il problema si presenta soprattutto in situazioni live, dove è normale avere altoparlanti nello stesso ambiente in cui è presente il relativo microfono e spesso è più difficile curare l’acustica ambientale.

La comparsa dell’effetto Larsen si può minimizzare cambiando opportunamente la posizione e la direzione del microfono o dell’altoparlante nello spazio.

Talvolta, specialmente nell’ambito del rock d’avanguardia o di generi musicali sperimentali, l’effetto Larsen è volutamente ricercato. I primi a sperimentarlo furono chitarristi blues come Willie Johnson e Johnny Watson, pionieri della distorsione. Uno dei primi utilizzi nella musica pop è stato attribuito ai Beatles, all’inizio del singolo I Feel Fine. Anche i chitarristi Pete Townshend e Dave Davies utilizzarono tale effetto in diverse canzoni dei loro rispettivi gruppi Who e Kinks. Il chitarrista jazz/fusion Gabor Szabo, mediante l’impiego di una chitarra acustica su cui era montato un pickup magnetico collegato ad un amplificatore per chitarra elettrica, poté incorporare nel proprio fraseggio strumentale un uso virtuosistico del feedback, che suscitava rivolgendo la tavola armonica della chitarra verso l’amplificatore, e modulava in altezza a piacimento; altri personaggi come Lou Reed e Jimi Hendrix o gruppi come i Monks e i Jefferson Airplane iniziarono poi a “governare” i feedback della propria chitarra elettrica, influenzando gli effetti ipnotici e onirici ottenuti da gruppi noise quali i Sonic Youth.

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